La versione di Cosentino
All’indomani della decisione del Pdl di escluderlo dalle liste, il coordinatore campano del partito Nicola Cosentino ha tenuto una conferenza stampa all’hotel Excelsior di Napoli. Queste le parole del deputato: “E’ stato montato nel corso del tempo un caso Casentino, una sorta di impresentabile. Tutto questo inizia guarda caso dal 2008 in poi quando prendo in mano la regione Campania da coordinatore regionale di Forza Italia prima e del Pdl poi. Una regione rossa gestita da anni dalla sinistra che governava non solo la regione ma anche i comuni e le province". Leggi l'editoriale Minzolini e la cattiva strada
12 AGO 20

All’indomani della decisione del Pdl di escluderlo dalle liste, il coordinatore campano del partito Nicola Cosentino ha tenuto una conferenza stampa all’hotel Excelsior di Napoli. Queste le parole del deputato: “E’ stato montato nel corso del tempo un caso Casentino, una sorta di impresentabile. Tutto questo inizia guarda caso dal 2008 in poi quando prendo in mano la regione Campania da coordinatore regionale di Forza Italia prima e del Pdl poi. Una regione rossa gestita da anni dalla sinistra che governava non solo la regione ma anche i comuni e le province. Nel 2006 ho preso in mano la regione dopo una fallimentare competizione elettorale tra Bassolino e il nostro ex candidato Bocchino al minimo storico. Con il lavoro di tanta gente comune siamo riusciti a ribaltare una situazione politicamente difficile. Nel 2008 la Campania ha conseguito un risultato straordinario, il 48,7% di consenso al Pdl grazie al presidente Berlusconi, persona straordinaria e alla quale mi legano stima e amicizia. Fu un consenso che mai nessuna forza politica aveva conseguito nella storia repubblicana. E da allora è iniziato il caso Cosentino. Da lì si inizia a montare il caso. Dal 1996 al 2008 nessuno mai si era interessato a me e oggi sono una sorta di impresentabil, uno che forse può far prendere qualche voto in più in Campania ma che può far perdere voti a livello nazionale. Questo ha indotto il partito a determinare questo provvedimento. Io potevo fare un comunicato di rinuncia alla candidatura e invece ho lottato fino alla fine per averla. Non per problema di immunità, perché l’avrei altrimenti trovata in altri partiti che mi hanno chiesto di correre per loro. Ma io non mi vendo per una immunità".
“Pensavo che il mio partito e Berlusconi potessero continuare su una linea finora garantista, che vedeva e che vede molte persone indagate dalla magistratura. Ma il mio era un caso limite, sono indagato dal 1996 con le prime dichiarazioni dei pentiti, situazione che si è poi riaperta nell’immediatezza delle elezioni regionali. Anche allora si ricorse a una certa montatura da parte della stampa che determinò il provvedimento del magistrato che mi negò di essere presidente della regione, così come quello di oggi mi ha negato di poter correre nella lista del Pdl. La stampa non ha probabilmente più rispetto delle persone, non ricerca i fatti ma i retroscena. La notizia della mia fuga con le liste ad esempio non è vera. Le liste erano già state consegnate dal pomeriggio da Nitto Palma.
Questa montatura – ha proseguito Cosentino – ha determinato la volontà del partito di escludermi dalla lista. È una cosa che io accetto, e se può servire a prendere qualche voto in più e ad abbattere queste sinistre sempre uguali, io parteciperò con il cuore in quanto ho anche dato vita a questa classe dirigente. Certo non potrò impegnarmi attivamente. Una volta mi si negava la libertà da parte dei magistrati, nonostante per due volte il Parlamento avesse dichiarato che ci fosse verso di me il fumus persecutionis, mi dimisi da sottosegretario, mi dimisi da coordinatore, e oggi non sono più neanche parlamentare. Certo non posso dimettermi da me stesso per poter continuare a essere parte di un processo da uomo libero.
Questa montatura – ha proseguito Cosentino – ha determinato la volontà del partito di escludermi dalla lista. È una cosa che io accetto, e se può servire a prendere qualche voto in più e ad abbattere queste sinistre sempre uguali, io parteciperò con il cuore in quanto ho anche dato vita a questa classe dirigente. Certo non potrò impegnarmi attivamente. Una volta mi si negava la libertà da parte dei magistrati, nonostante per due volte il Parlamento avesse dichiarato che ci fosse verso di me il fumus persecutionis, mi dimisi da sottosegretario, mi dimisi da coordinatore, e oggi non sono più neanche parlamentare. Certo non posso dimettermi da me stesso per poter continuare a essere parte di un processo da uomo libero.
"Io sono ancora vincolato al progetto Pdl – ha ribadito l’onorevole campano – al presidente Berlusconi che ringrazio sempre per la stima, l’affetto e le opportunità che mi ha dato in Parlamento e in Campania e continuerò la mia missione verso un impegno diverso. Cercherò una accelerazione nelle mie vicende processuali e mi impegnerò a dimostrare la mia assoluta innocenza. Voglio ringraziare la gente campana con la quale mi sono sempre interfacciato. Io sono una persona comune che non ha mai gestito nulla e che ha sempre continuato a lavorare per favorire i bisogni di chi più ne aveva. Oggi sono qui a ringraziare loro, il mio partito, ma anche quelli che mi hanno combattuto in questi anni e che oggi hanno adempiuto alla loro missione: depotenziare un punto di riferimento importante in Campania.
Cosentino ha poi commentato le reazioni dei suoi avversari politici a livello locale: “Oggi De Magistris ha detto che la desistenza l’ho fatta io, ma io credo che la sinistra non andrà avanti perché la nostra classe dirigente in Campania è molto attrezzata. Lavoreranno bene e vinceranno ancora in questa regione".
Il deputato del Pdl si è poi rivolto ai giornalisti presenti alla conferenza stampa: “Ringrazio tutta la stampa, anche quella che non mi ha trattato bene. Il caso Cosentino è comunque unico nella storia di questo paese. Ma oggi dovrete scegliere un’altra icona del male perché da adesso sono un cittadino comune e una persona che dedicherà molto spazio alla ricerca della verità, quella processuale, l’unica alla quale bisogna fare affidamento e che non è quella conclamata nei processi mediatici”. “Quando arriveranno le sentenze di assoluzione non sarete in molti a darmi spazio”, ha poi concluso.
Cosentino ha poi commentato le reazioni dei suoi avversari politici a livello locale: “Oggi De Magistris ha detto che la desistenza l’ho fatta io, ma io credo che la sinistra non andrà avanti perché la nostra classe dirigente in Campania è molto attrezzata. Lavoreranno bene e vinceranno ancora in questa regione".
Il deputato del Pdl si è poi rivolto ai giornalisti presenti alla conferenza stampa: “Ringrazio tutta la stampa, anche quella che non mi ha trattato bene. Il caso Cosentino è comunque unico nella storia di questo paese. Ma oggi dovrete scegliere un’altra icona del male perché da adesso sono un cittadino comune e una persona che dedicherà molto spazio alla ricerca della verità, quella processuale, l’unica alla quale bisogna fare affidamento e che non è quella conclamata nei processi mediatici”. “Quando arriveranno le sentenze di assoluzione non sarete in molti a darmi spazio”, ha poi concluso.
IL RETROSCENA - Quanto alle voci che erano circolate ieri su un presunto litigio tra Nicola Cosentino e il segretario del Pdl Angelino Alfano avvenuto al momento della presentazione delle liste, il politico campano ha chiarito la vicenda non risparmiando però la figura del delfino di Berlusconi: "Mai litigato con le mani con Alfano. Non ho nulla contro la categoria dei perdenti di successo. Ho stima di Alfano e di tutto il gruppo dirigente".
IL RAPPORTO COI CASALESI - Cosentino ha colto l'occasione della conferenza stampa per continuare a respingere con forza le accuse di chi lo vorrebbe affiliato con il gruppo camorrista dei Casalesi: ''Scrivono che sono il principale referente del clan dei Casalesi. I Casalesi – ha sottolineato – sono un clan di fessi se invece di aiutarmi a scalare le vette mi fanno dimettere ed escludere dalle liste". Poi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano spiegazioni sull'assenza oggi del deputato Luigi Cesaro, considerato uno dei suoi fedelissimi, Cosentino ha assicurato: "Se manca qualcuno non lo so. Non sono mai stato socio di nessuno. Come socio ho solo mia moglie e la mia famiglia''. Il deputato campano ha poi concluso sul tema affermando che "l'unico referente dei casalesi in Parlamento è stato l'onorevole Bocchino, eletto per la prima volta nel '96 nel collegio di Casal di Principe... Mi riferisco ovviamente alla parte buona che c'è nella stragrande maggioranza dei cittadini di Casal di Principe".
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